Maledetta paura di sbagliare

Maledetta paura di sbagliare

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Il fallimento insegna il successo.

Proverbio Giapponese

Cara Paura… di sbagliare,
ti scrivo questa lettera per conto mio e di un paio di miliardi di persone. Ti scrivo perché rimanga traccia di quello che sto per dirti così la mia esperienza che ho intenzione di condividere può essere utile anche a qualcun altro.
Ti scrivo perché mi hanno insegnato che “carta canta”, o “verba volant et scripta manent” come piace ai più eruditi.

Ci siamo incontrate tanti anni fa quando ero piccolina.

Ti ricordi?
Tu sei comparsa durante i miei primi tentativi di imparare a fare le cose. Ed eri sempre lì quando raccontavo i miei sogni ai “grandi” che mi ridevano addosso e mi dicevano che nel mondo reale non funzionava così. Ero piccola, vulnerabile e molto sensibile. E mentre “sbagliavo” o raccontavo i miei sogni alcuni adulti mi sgridavano in modo severo e cattivo. Non capivo perché queste persone grandi si infastidissero tanto per qualche errore o per le idee di una bimba.
E poi c’erano anche gli adulti più “simpatici” che facevano una cosa molto divertente: prendevano in giro e deridevano le persone per qualsiasi errore o sbaglio, e insegnavano questo gioco anche ai bambini.

Perché si sa che tutti “nascono imparati”, vero? 

Mi sentivo in un girone dell’inferno. E tu eri lì insieme a me, cara Paura.
Io non sapevo neanche che esistessi prima di allora, e se devo dirti la verità, non sono stata molto felice di trascorrere tutto quel tempo insieme.
Gli anni passavano e io vivevo una vita pressoché invisibile. Stavo molto attenta a non fare errori a casa, a scuola e in qualunque altro posto o situazione per evitare quella sensazione sgradevole che provavo dopo ogni critica.
Per dirla con una rima: ogni sgridata mi faceva sentire sbagliata!
Ero sulla strada della mediocrità, facevo tutto abbastanza bene ma mai benissimo, tanto da passare inosservata e riuscire così a sopravvivere senza troppe difficoltà. Da quando ho conosciuto te ho abolito dal mio vocabolario le parole: osare e rischiare anche quando si trattava di cose belle.

Ma poi un giorno è arrivato un tuo antagonista in mio soccorso.

Uno che, per dirla tutta, adoro! Anche lui è saltato fuori da chissà dove e all’improvviso. Sai benissimo di chi sto parlando… è Mr. Coraggio. Mr. Coraggio è apparso in maniera molto soft alle elementari in un giorno di primavera quando mi ha spinto a difendere una compagna di classe che era stata presa di mira da un bullo.

Eravamo nel giardino della scuola durante la ricreazione, io e due compagne di classe. Stavamo scartando le nostre merende quando in un lampo è arrivato da dietro un bullo antipatico. Con un gesto prepotente ha gettando a terra la merenda della mia amica che è scoppiata in lacrime. In quel momento ho provato una rabbia furibonda e lui mi, Mr Coraggio, mi ha spinto a prendere una posizione e riparare a quel gesto umiliante. Gli sono corsa dietro fino ad acciuffarlo. Non sapevo se stavo facendo la cosa giusta e neppure come sarebbe andata a finire per me, visto che lui era molto ma molto cattivo. Ma la ho fatta e basta. L’ho guardato negli occhi e con le gambe che tremavano, ma la voce ferma gli ho detto di vergognarsi, di non farlo mai più e di chiedere scusa per quel gesto così brutto. E lui lo ha fatto!

Poi Mr. Coraggio è sparito.
Mi ha abbandonato per un periodo piuttosto lungo fino alla fine delle medie. E mi ha lasciato in una situazione più grande di me. Ho vissuto in particolare un insegnante di matematica che è quasi indegno definire insegnante. Era una bestia. Si divertiva a ledere la dignità di noi ragazzini. Urlava per ogni errore alla lavagna. Insultava e lanciava pure il cancellino addosso per umiliarci.
Io ero paralizzata e credo di capire perché per anni la matematica mi ha fatto vomitare!

Tu, cara Paura… di sbagliare mi hai fatto scappare, mi hai fatto nascondere, mi hai bloccato e io a un certo punto ho iniziato a odiarti e a considerarti maledetta.

  • Ho avuto paura di amare e di essere amata
  • Ho avuto paura di dire la mia
  • Ho avuto paura di portare avanti i miei sogni
  • Ho avuto paura di deludere
  • Ho avuto paura di non farcela
  • Ho avuto paura di non essere all’altezza
  • Ho avuto paura di non essere abbastanza

E ora facciamo il bilancio della situazione, grazie a questo rapporto con te ho:

  • Perso l’amore
  • Perso la fiducia in me
  • Perso l’opportunità di scegliere la scuola che volevo io
  • Ho perso tanto tempo, troppo tempo prezioso nella mia vita
  • Ho fallito più e più volte
  • Ho perso opportunità di lavoro
  • Ho perso me stessa

Il punto è questo, io ti ho dato della maledetta perché ti consideravo causa di tutti i miei problemi. Poi un giorno, dopo aver recuperato il rapporto con Mr. Coraggio, ho deciso di capirti meglio perché tutta questa lotta contro di te mi aveva sfiancato.

E venne il giorno…

Ringrazio l’Universo, il Creato e chiunque abbia contribuito a farmi essere lì a quel corso di intelligenza emotiva. Cara Paura di sbagliare, in un lampo ho compreso a cosa servivi e come mai sei stata così presente nella mia vita.

Ho capito che ai bambini bisogna spiegare le cose con calma e amore affinché possano imparare nel modo più sereno.
Ho capito che è importante riconoscere il diritto all’errore a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla loro età.
Ho capito che quando siamo piccoli, da 0 a 7 anni, siamo molto vulnerabili e le critiche che ci vengono fatte possono impattare negativamente nella nostra vita se vissute da noi in modo troppo forte e violento.

Ho capito soprattutto che la tua funzione è protettiva e volevi solo farmi evitare di sentirmi sbagliata come quando ero piccina.

Cara Paura… di sbagliare, ora so che, come tutte le tue sorelle emozioni, sei solo qualcosa che provo e non fai parte di me. So che porti un messaggio e sarà mia cura ascoltarlo ma poi ti lascerò andare come è giusto che sia.

Adesso al mio fianco c’è Mr. Coraggio che mi fa stare tanto bene e mi ha fatto dire:

Credo in un solo io.

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Il successo non è un caso

Il successo non è un caso

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Nella vita, come nel business e nello sport c’è un piccolo gruppo di persone che raggiunge grandi risultati, quelli che tutti sognano.

E poi c’è un enorme gruppo di persone che vive una vita mediocre (nella media) o addirittura sotto la media in condizioni disastrose.

Forse adesso starai pensando che non tutti hanno la fortuna di nascere in un ambiente favorevole e di conseguenza non tutti ce la possono fare.

Ma ti garantisco che il successo non ha nulla a che vedere con il tuo punto di partenza.

Nel corso della mia carriera ho avuto il privilegio di conoscere migliaia di persone.
Persone di tutti i tipi e tutte le estrazioni sociali, persone accomunate da un grande sogno: cambiare la loro vita.
La maggior parte di loro nel corso del tempo è riuscita nella propria trasformazione e progresso dopo progresso ha raggiunto i propri obiettivi. Sono diventate persone in grado di ottenere risultati fuori dal comune e continuano a crescere.
Altre sono rimasti ai blocchi di partenza pur essendo diventate consapevoli.

Ma allora, perché alcune persone ottengono grandi risultati e altre no?
E cosa fa la differenza tra queste persone?

Se ti stai chiedendo se esistono persone più “portate” di altre…

La risposta è NO!

Immagino che ti dia fastidio sentire dalla bocca di una coach che chi ce la fa non è un predestinato e non ha superpoteri.
Ma è proprio così.

 

La differenza la fa la mentalità o il mindset come dicono gli americani.

 

Perché il successo è

90% MENTALITA’
(Credenze – Pensieri – Emozioni)

e

10% STRATEGIA
(Azioni-Competenze-Strumenti).

 

Tutti desiderano migliorare i propri risultati.
Il tuo livello economico, le tue relazioni, la tua salute, il tuo aspetto fisico, ecc., tutti questi sono solo risultati creati dalle tue azioni.
Il problema è che…

  • le tue AZIONI dipendono dal tuo STATO EMOTIVO,
  • che a sua volta dipende dal tipo di PENSIERI che hai
  • e che a sua volta dipende dalle tue CREDENZE ovvero quel sistema di pensieri inconsapevoli che hai su ogni aspetto della tua vita e del mondo.

 

Il successo non è un caso, ma dipende da te!

 

“Se pensi di essere sconfitto, lo sei.
Se pensi di non avere coraggio, non lo hai.
Se vorresti vincere ma pensi di non farcela,
E` quasi certo che non vincerai.

Se pensi che perderai, hai già perso,
Perché nel mondo scopriamo
Che il successo comincia con la volontà,
Tutto sta nell’atteggiamento mentale.

Se pensi di essere surclassato, lo sei;
Per salire in alto devi pensare in grande;
Devi essere sicuro di te stesso
Prima di poter raggiungere qualsiasi traguardo.

La battaglie della vita non vengono sempre vinte
Dal più forte o dal più veloce;
Ma prima o poi l’uomo che vince,
E’ l’uomo che pensa di poter vincere.”

Walter D. Wintle

 

 

A questo punto puoi:

continuare ad acquisire sempre più consapevolezza ma con scarsi risultati
oppure
puoi decidere di iniziare la tua grande trasformazione…

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Da vittima a Invulnerabile

Da vittima a Invulnerabile

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Tutto nella tua vita dipende da te

Ci sono persone che realizzano tutto ciò che vogliono anche quando le circostanze sono avverse e poi ci sono persone che vivono in perenne lotta con il mondo e le circostanze. E sono molte di più di quelle che credi.

Se ne hai una al tuo fianco la puoi riconoscere così:

  • Tutte le cose brutte capitano a lei.
  • Una delle sue frasi per eccellenza, pronunciata con tutta l’angoscia del mondo, è: tu non sai cosa mi è successo oggi…?
  • Ha l’abbonamento annuale alla sfiga, la priority per le disgrazie e fa pure a gara con gli altri a chi è andata peggio.
  • Tutti ce l’hanno su con lei, anche l’Universo.
  • Il suo umore oscilla costantemente tra l’incazzato e l’addolorato.
  • Ti bastano 5 minuti in sua compagnia per sentirti a tua volta il peso del mondo sulle spalle.

Ti dirà che:

  • il mondo è ingiusto e cattivo,
  • le persone sono tutte stronze,
  • l’amore non esite,
  • non c’è lavoro,
  • c’è la crisi,
  • tutti si ammalano,
  • si fa fatica ad arrivare a fine mese,
  • tutti tradiscono,
  • non ci si può fidare di nessuno

…e qui mi fermo perché mi sta salendo l’ansia!

Conosci qualcuno che corrisponde a questa descrizione?
Ho appena tracciato l’identikit della vittima.

La vittima per ogni suo limite, disgrazia, insuccesso o semplicemente quando qualcosa le va storto:

  • trova scuse,
  • si giustifica,
  • si lamenta,
  • colpevolizza gli altri o le circostanze,
  • mente a sé stessa,
  • si arrende.

Se c’è qualcuno così nella tua cerchia, evitala il più possibile, perché come dice Jim Rohn:

“Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più”.

Ciò significa che se la frequenti con costanza, ti condiziona a livello subconscio e un po’ alla volta diventi vittima anche tu.

Ma attenzione, se riconosci anche te stesso in questo identikit continua a leggere, è importante per te e per chi ti sta intorno.

Ora sto per dirti qualcosa che potrebbe turbarti ma è bene che tu lo sappia:

TU SEI IL RESPONSABILE DI TUTTO CIO’ CHE TI SUCCEDE

Attenzione alle parole: Ho detto Responsabile no colpevole.

  • Hai pessime relazioni in famiglia?
  • Sei cagionevole di salute?
  • Sei senza soldi?
  • Le persone ti evitano?
  • Gli altri ti trattano male?
  • Sei in sovrappeso?
  • Non trovi lavoro?
  • Non hai una casa?

Le cose non ti accadono per caso, e non succedono dall’oggi al domani, ma sono frutto di tue decisioni e piccole azioni quotidiane di cui molto spesso non sei neppure consapevole.

Guardati indietro di qualche anno e sarà più facile capire come sei arrivato ai risultati che hai oggi.

  • Di cosa ti sei nutrito negli ultimi 10 anni? E non sto parlando solo di cibo
  • Che decisioni hai preso?
  • Che persone hai frequentato? Chi erano le tue amicizie?
  • In cosa ti sei davvero impegnato?
  • Che tipo di conversazioni avevi?
  • Cosa ritenevi fosse possibile per te e cosa no?
  • In che cosa ti focalizzavi?
  • Che film guardavi?
  • Che canzoni ascoltavi?

Un matrimonio non si rompe il giorno che vai in tribunale a firmare le carte, si rompe silenziosamente o chiassosamente giorno dopo giorno.
Un problema economico non si crea dall’oggi al domani, ma nel corso del tempo in base alle scelte quotidiane che fai.

Nella vita hai sempre la possibilità di scegliere, SEMPRE!

Quando sei nel ruolo di vittima invece credi che le cose succedano per casualità.

Però…

Se ti assumi la responsabilità di quello che ti succede,
sei pronto ad accettare che sono state tutte le tue decisioni a portarti dove ti trovi ora.

Decisioni riguardo che persone frequentare, cosa studiare e cosa no, che lavoro fare, cosa pensare, cosa provare, dove andare, ecc…

E ora la bella notizia: se tutto dipende da te vuol dire che cambiando le tue decisioni puoi cambiare i tuoi risultati e ottenere quello che vuoi senza più scuse, giustificazioni e alibi.

Per farlo dovrai eliminare tutte quelle resistenze che ti impediscono di essere e avere ciò che desideri.
Per farlo dovrai lavorare sulle tue credenze e scardinare i tuoi condizionamenti.
Per farlo dovrai imparare a riconoscere e gestire le tue emozioni.

O sei la vittima della tua realtà o ne sei il creatore.

Se decidi di essere il creatore della tua realtà e di assumerti al 100% la responsabilità di ciò che ti succede, sei sulla strada giusta per diventare INVULNERABILE e sarai in grado di far accadere le cose che vuoi.

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Il corpo intrappolato

Il corpo intrappolato

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Storie di persone vulnerabili.

Il corpo non mente. Riflette sempre quello che realmente proviamo.
Questo è stato uno dei più grandi insegnamenti ricevuti nel corso della mia vita.

Ogni persona ha la sua storia e la puoi leggere anche attraverso il suo corpo. Non solo attraverso i suoi gesti, i movimenti e le sue espressioni ma proprio guardando la sua fisicità.
Il mio percorso di conoscenza dell’essere umano mi ha portato sempre di più a vedere questo.

Il corpo si trasforma quando dentro ti trasformi.

Siamo esemplari unici dotati di più “componenti” che si influenzano a vicenda.

Il nostro corpo parla di come ci sentiamo di come ci vediamo, di come ci percepiamo. Parla di noi e delle nostre abitudini. Il corpo duole perché dentro qualcosa che fa male ma non ci pensiamo.

A volte viviamo situazioni “scomode” e cerchiamo di allontanarle per evitare di soffrire, ma il corpo le incassa e le registra dentro affinché possiamo sempre prenderne coscienza per sanarle.

Troppo spesso però ci si ferma a ciò che si vede:

  • “quello è grasso”
  • “quello è scheletrico”
  • “ma guarda quella come si è ridotta”

E le persone vulnerabili soffrono profondamente di come vengono etichettate cercando di rifiutare le parole che arrivano.
Anziché ascoltarle e valutare se c’è qualcosa di vero che può essere la scintilla per un cambiamento, le reazioni sono o di resa e si cade nel vittimismo o di contrasto e ci si difende in modo aggressivo cercando i punti deboli dell’altro.

Così si perde di vista la cosa importante: la salute.
E si instaurano sciocche faide tra grassi e magri.

Ti racconto la storia di Erika, una mia cliente. Desiderava riprendere in mano la propria vita. Si era accorta di aver sempre fatto quello che gli altri volevano. E la sua frustrazione aveva trovato una soluzione troppo buona, anzi buonissssssssima: il cibo.
Ne mangiava tanto e sempre di più quando sentiva che la giornata era stata difficile, quando riceva una critica, quando litigava con il marito, quando… sempre. C’erano tutti i giorni almeno 10 momenti per consolarsi.
Poi l’odio verso sé stessa, verso un corpo che non voleva che non le apparteneva. L’odio perché sapeva che era sbagliato usare il cibo in quel modo e le 1000 scuse per poter mantenere quell’abitudine.
E poi l’appuntamento con la dietologa per dimostrare agli altri che non lo voleva più.
Ma dopo qualche tentativo di mettersi a dieta, basta!
…è tutto troppo difficile, io non ce la faccio. Si vede che non sono nata per essere in forma. Sono fatta così.

E le amiche invece di sostenerla con incoraggiamenti e critiche costruttive se ne uscivano con frasi tipo:

  • Non ti serve un corpo diverso.
  • Stai bene così come sei!
  • Lascia stare quelli che ti dicono che devi dimagrire, quelli sono tutti scemi e infelici.

Belle amiche!
Questa è quella che definisco la solidarietà dei mediocri.
Invece di darle la spinta e incoraggiarla per paura che diventasse meglio di loro, più bella, più forte… la portavano a rimanere così come era, anche se stava male.

Ma Erica non si è arresa del tutto e dopo l’ennesimo fallimento ha deciso di venire da me e si è presa la sua rivincita.
Ha scelto un obiettivo diverso questa volta: non seguire una dieta ma liberare la donna intrappolata in quel corpo cambiando il suo stile di vita.

Il corpo è una macchina perfetta. Ci dice esattamente se gli stiamo dando il giusto, troppo o troppo poco.

Puoi inventarti la storia della società che non accetta tutti. In realtà la società non dovrebbe accettare nulla che sia dannoso e deleterio per la salute.
Sii obiettivo… Invece di piangere e di incazzarti perché le aziende di vestiti non arrivano alla 3XL impara tu come togliere ciò che non serve dal tuo corpo e dalla tua vita. Prenditene cura, amalo, proteggilo, dagli quello che lo fa funzionare meglio e togligli quello che lo distrugge e lo rallenta.
E’ tuo, fa parte di te e non lo puoi rottamare come faresti con una macchina. Se lui sta bene è il segnale che tu stai bene. E’ il tuo specchio.

 

Per dimagrire e restare in forma parti dalla mente.

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Essere felici è un diritto di nascita

Essere felici è un diritto di nascita

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Ci ho messo molti anni a trovare la felicità, almeno 30!

E sai perché non la trovavo? Perché la cercavo fuori, la cercavo nelle persone, nelle cose, la cercavo dappertutto tranne dove poteva essere.
La felicità come si intende nel parlare comune è un’emozione. La felicità quella vera, quella piena che ti accompagna giorno dopo giorno è un super sentimento. E resta anche quando vivi momenti di tristezza o di dolore.
A breve farò un post sulla differenza tra emozioni e sentimenti così ti sarà più chiaro quello che intendo, nel frattempo voglio condividere con te questo breve video di un’artista argentina, Clotilde Acosta Badalucco che ho conosciuto pochi mesi dopo essermi trasferita a Tenerife.

E’ in spagnolo e per questo ti ho tradotto il testo. Merita di essere visto per quello che è in grado di trasmettere. Clotilde ha quasi 80 anni e nel video ne aveva 76. Questo per farti vedere cosa può fare la vera felicità nelle persone!

Abbiamo il diritto di essere felici.
Essere felici è un diritto di nascita.
Si può imparare ad essere felici?
Sì.

E’ niente altro che ricordare qualcosa che abbiamo dimenticato, che ci hanno fatto dimenticare.
Bene, forse nessuno ci ha detto, né la famiglia, né la scuola, né la chiesa, né la televisione, né internet che lo scopo della vita era essere felici.

Piuttosto abbiamo sentito:
Sii un buon alunno e sarai felice.
Ottieni il titolo di avvocato e sarai felice.
Trovati un buon marito e sarai felice.
Comprati un piccolo appartamento, poi una casa, poi un’auto, magari una barca e sarai felice.
Lava con questo detergente, usa questo shampoo, bevi una coca cola e sarai felice.

E se fosse il contrario?
Sii felice e sarai un buon studente.
Sii felice e sarai un buon avvocato.
Sii felice e sarai una buona madre.
Sii felice e decidi cosa vuoi fare.
Sii felice e comprati quello che vuoi.
Sii felice e dopo scegli il tuo shampoo.


Non avremo messo il carro davanti al cavallo (traduzione letterale)?


Non avremo assimilato l’idea che essere felici sia qualcosa che sta al di fuori di noi?

E pertanto, incontrollabile.
Non avremo dato il potere al titolo, all’auto, al marito, a internet?
Perché quando invertiamo i ruoli, non c’è titolo, né auto, né partner, né casa, né viaggio che ti faccia felice per più di poco tempo.
E non sto parlando qui di rinunciare ai beni materiali, per niente.
I beni materiali sono meravigliosi e sono lì perché ne possiamo godere.
Quello che sto dicendo è di mettere il cavallo della felicità davanti al carro dell’abbondanza.
Quello che mi piacerebbe fare qui è aiutarti ad essere un po’ più felice.
Niente di più che ricordarti quello che sai già e che qualche volta ti dimentichi:
Che sei già completo
Che sei già perfetto
Che sei già un miracolo vivente.
Per iniziare oggi non dimenticarti di essere felice.
E non ti dimenticare che sei vivo.


Le cose belle e che fanno bene vanno condivise
e non tenute gelosamente per sé.

Quindi se questo messaggio ti è piaciuto,
ti invito a condividerlo.

#piùdaipiùhai.

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Quanto le nostre scelte di vita sono davvero nostre?

Quanto le nostre scelte di vita sono davvero nostre?

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Come prendi le decisioni che riguardano la tua vita?
Ci metti un’eternità o sei Speedy Gonzales?
E quanto le persone intorno a te influenzano le tue decisioni?

Per la maggior parte delle persone prendere decisioni, dalle più piccole alle più importanti per la propria vita, è complicato!
Che si tratti della scelta di un vestito, del proprio lavoro, della propria casa, ecc…

Ancora prima di chiederti se ti piace, se lo vedi adatto te, se lo senti tuo, inizi a pensare alla reazione degli altri partendo da quella dei tuoi familiari, conviventi e amici fino allo sconosciuto davanti alla stazione.

“Cosa penseranno di me se scelgo questo?”
“A mia madre/padre non lo dico nemmeno tanto disapproverebbe…”
“Cosa diranno in giro?”

E sai perché succede questo? Perché fin da piccoli ci hanno abituato ad ascoltare più gli altri  che noi stessi. E questo è anche il motivo per cui arriviamo all’età adulta senza conoscere chi siamo e cosa vogliamo davvero.

 

E tu a che punto sei?

Scoprilo con questo semplice esercizio!

In compenso sappiamo bene chi “dobbiamo ESSERE” e cosa “dobbiamo FARE” affinché tutto fili liscio e nessuno ci possa dar noie, farci sentire sbagliati e in colpa per non aver fatto la cosa giusta… per loro!

Benvenuto nel club del “vivo per gli altri”… E’ una vita dura, frustrante, dolorosa ma se sopravvivi, prima o poi, ti abitui.

Ah ah ah! NO, era uno scherzo! Non ci si abitua mai, anzi, ti senti sempre peggio e ti tocca ricorrere a psicoterapie e farmaci per non crollare del tutto oppure puoi trovare il modo di acquistare più fiducia in te a meno che tu non trovi il modo di sopravvivere.
Ma c’è sempre un’altra soluzione.

E’ successo anche me. Quando ero giovane e  non avevo ancora il controllo della mia vita riuscivo a malapena ad ascoltare la mia voce interiore perché pensavo fosse meglio ascoltare quella degli altri. E in quel momento non mi rendevo neanche conto che le stesse persone che mi consigliavano cosa fare, cosa pensare, cosa dire erano infelici, irrisolte e irrealizzate.  Ma erano più grandi di me e questo mi bastava  che sicuramente avevano più esperienza almeno così mi era sempre stato detto…

Il risultato? Ho fatto il triplo degli errori che avrei fatto se avessi ascoltato me stessa. Sono rimasta bloccata per molto tempo e mi sentivo frustrata e impotente.

La sensazione è di non vivere la propria vita ma di essere in una gabbia.

La verità è che nessuno più di te può sapere cosa è meglio!
Se impari a conoscerti puoi fare solo scelte buone per te, anche se non sempre sono condivise dagli altri.

Se senti che in questo momento della tua vita fatichi ancora a scegliere in modo autonomo per paura di far soffrire qualcuno, di non saper gestire il giudizio delle persone intorno a te, forse è arrivato il momento di diventare Invulnerabile.

Prenota la tua sessione gratuita, qui ora!

Nel frattempo ti invito a fare questo esercizio per capire a che punto sei…

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L’abito non solo fa il monaco, ma è parte di te!

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Le pillole della style coach

#abito #capelli #scarpe #TieniLaSchienaDritta #SembriMioNonno

Stereotipi e pregiudizi parte 1

Se una persona è curata, si veste bene e ha addirittura un proprio stile, vuol dire che…:

  • è stupida
  • è poco profonda
  • è poco seria
  • è superficiale
  • è oca (questo solo se è femmina perché al maschile si tende ad essere più soft… ovvero gli si dà della “checca” o del “damerino”!)
  • non ha valori

Ci piace pensare questo perché:

  1. a volte proviamo invidia per chi appare meglio di come ci vediamo e ci sentiamo noi;
  2. oppure perché, fin da piccoli, ci hanno trasmesso questi cliché e pregiudizi che noi abbiamo accettato e fatto nostri come fossero la verità assoluta, si chiamano credenze.

Vuoi un esempio di queste credenze?

  • Le persone intelligenti non perdono tempo a vestirsi e indossano la prima cosa che trovano.
  • Le donne serie non si truccano (soprattutto se mamme) e mantengono il tipico taglio di capelli da nonna Belarda per tutta la vita (e a volte anche oltre #PerFavoreCrematemi).
  • Omo de panza, Omo de sostanza (ma di cosa stiamo parlando??? Omo de panza rischia l’infarto, ha un eccesso di sudorazione… ed è pure antiestetico!).
  • Tutte le bionde sono stupide (ueh, andiamoci piano che sono diventata bionda da poco!).

Quando si parla di immagine è facile cadere vittima di stereotipi. Questa nostra società improntata sull’apparenza ha fatto credere a molte persone che investire sulla cura del proprio aspetto sia qualcosa di troppo frivolo, futile e superficiale.

Oppure l’opposto… Se non ti vesti in un certo modo, se non hai i capelli in un altro e non indossi certi oggetti, la gente ti considera nessuno.

Sono due modi di pensare scorretti alla stessa maniera, uno si fonda sulla trascuratezza e l’altro sul dare troppo peso al proprio look nel tentativo di comunicare qualcosa di artificioso e poco autentico.

Tutti gli esseri umani sono fatti di corpo, mente e anima. Non abbiamo solo la mente o l’anima, ma anche un contenitore in dotazione.
Questo contenitore è prezioso come ogni altra parte, perché noi siamo preziosi nella nostra interezza e non in una sola dimensione.
E’ come dire: voglio bene solo alla metà di me, l’altra non mi interessa neanche.

Quando vediamo una persona per la prima volta, in soli 20 secondi ci facciamo un’idea di lei! 20 secondi e non abbiamo ancora proferito parola.
La coerenza nel nostro outfit e nel nostro modo di porci è fondamentale per passare il giusto messaggio di noi.

Ricordiamoci che quando comunichiamo con gli altri veniamo:

  • Prima visti
  • Poi sentiti
  • E infine compresi.

L’immagine non deve essere frutto di artifizi e strategie per far credere agli altri qualcosa di falso su di noi. Ma serve a rispecchiare a pieno il nostro essere per essere coerenti a tutti i livelli.
Lo stile di una persona non va mai ricercato nella moda ma nella sua stessa essenza.
Mi dispiace dirlo, ma in giro è pieno di persone che a prima vista sono tutte uguali e appaiono senza personalità. Questo perché non riescono a definirsi nemmeno con sé stesse e non sono in grado di valorizzare il proprio aspetto.

  • E tu come ti vesti?
  • Sai come valorizzare il tuo aspetto?
  • Ti sei mai chiesto cosa comunichi con il tuo look (ovvero cosa pensano gli altri di te)?

Se vuoi imparare a valorizzare anche il tuo “contenitore” continua a seguirmi o contattami per una sessione personalizzata.

Diventa Invulnerabile e valorizza te stesso come meriti!

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